Attività

22 Giugno 2014 – Festival delle Alpi – Anello del lago di Bordaglia

C.A.I. Tricesimo – Festival delle Alpi

22 Giugno 2014
Anello del lago di Bordaglia, da Pierabech per Sissanis, Passo Giramondo e lago di Bordaglia – Alpi Carniche.

Partenza: ore 7.00 Piazzale Sede – via San Pelagio, 17 Tricesimo
Ritrovo: ore 8,30 Forni Avoltri – Piazza Municipio
Grado di difficoltà E
Altitudine: percorso – min: 1457 m. max: 2449 m.
Dislivelli e tempi: ↑ 992 m. ore 3.00 ↓ 992 m. ore2,00 Totale ore 5,00
Attrezzatura: da montagna
Cartografia: Carta Tabacco: 01
Coordinatori: Puschiasis Emi
Sede: cell. 3495387819 sempre attivo cai.tricesimo@libero.it
auto proprie
Prenotazione alberghiera, per chi desidera pernottare a Forni Avoltri:
Proforniavoltri tel: 0433 72202 inforniavoltri@libero.it
entro giovedì 19 giugno

E’ un itinerario che attraversa scenari in cui la natura riesce a stupire e conquistare continuamente.
I lenti ritmi imposti dalla montagna sembrano mettere l’esploratore nella condizione di calarsi completamente in un ambiente senza tempo, permeato dall’alternanza di situazioni che va dai silenzi  ovattati dei boschi, allo scrosciare impetuoso di torrenti incanalati in strette gole, dai sussurri del vento che sferza i prati d’alta quota, ai richiami delle marmotte che popolano questi ultimi, nonché  dalle innumerevoli finestre che si aprono dalle strette valli profondamente incassate agli ampi spazi  aperti in cui tappeti d’erba, margini boschivi, creste rocciose e deliziosi specchi d’acqua (basti  pensare al piccolo laghetto glaciale di Bordaglia) si uniscono, come note musicali, in un’unica  composizione che appare come il frutto della fantasia creativa propria di un genio. E’ bene tenere  presente che in montagna sono necessarie umiltà, prudenza e pazienza.

Descrizione dell’itinerario:
Lungo la S.S. 355, più precisamente all’altezza del ponte sul Torrente Degano di Forni Avoltri, si  trova il bivio con le indicazioni per Pierabech e la via delle malghe carniche; dopo aver percorso  questa strada asfaltata, che risale la valle lungo la destra orografica del torrente, sino ad una  evidente biforcazione si svolta a destra verso la cava di marmo, immettendosi nella carreggiata più  stretta, che quasi subito diviene sterrata. Dopo poche decine di metri si raggiunge il piazzale  sottostante alla cava (ove dev’essere lasciata la vettura), al termine del quale si nota la partenza del  sentiero 140 per la Stretta di Fleons avente nella parte iniziale la larghezza di una pista forestale, si  introduce in una fustaia mista di abeti rossi ed abeti bianchi molto ombrosa, delimitata dalle ripide  pareti orientali del M.te Navastolt e dai versanti del M.te Navagiust.
Lo scrosciare del torrente Degano in questa zona è davvero impetuoso ed altrettanto suggestivi  appaiono i disegni da esso realizzati lungo lo stretto canalone roccioso in cui scorre. L’arrivo alla stretta è identificato con un evidente allargamento della traccia, che in corrispondenza di questo punto risulta pavimentata artificialmente; si prosegue sino ad incontrare una evidente traccia sulla destra: si tratta del sentiero 142 per Sella Sissanis, quindi la salita per Casera Sissanis di Sotto;  l’arrivo al comprensorio della casera comporta l’abbandono del bosco, che da questo punto cede il passo ai prati con radi lariceti e l’aprirsi del superbo panorama circostante, il cui antipasto è costituito dalla sagoma del M:te Navagiust, che sovrasta la piccola e bellissima Casera Sissanis di
Sotto.
Da questa posizione si possono ammirare le dolomiti pesarine, il versante settentrionale del M.te Chiadin, il dirimpettaio Navastolt e la Valle di Fleons, cinta a nord dalla lunga dorsale dei M.ti Fleons, Edigon e Creta Verde. Il sentiero sale in modo costante e non eccessivamente ripido; in breve si giunge in vista dei ruderi di Casera Sissanis di Sopra; man mano che si procede verso la sella gli alberelli vanno sempre più diradandosi in favore dei prati popolati dalle marmotte, che nonaggraziata cresta collega la Creta Verde al M.te Chiastronat che delimita il lato opposto di questa valle.
L’arrivo alla Sella Sissanis, dopo circa 95 minuti di camminata rappresenta un’ulteriore svolta nel proseguo dell’escursione; essa rivela infatti, uno dei più bei panorami tra quelli apprezzabili in Carnia: di fronte, la piramide della Creta di Bordaglia e l’ondeggiante sagoma di Quota Pascoli;  sotto di esse si trova il piccolo e delizioso laghetto Pera, raggiungibile con pochi metri di discesa.
Sullo sfondo, l’imponente parete del M.te Volaia, collegato alla vicina Cima Ombladet mediante una dorsale erbosa, completano uno scenario semplicemente meraviglioso. Ma non è finita qui!
Proseguendo lungo il sentiero 142, divenuto nel frattempo praticamente pianeggiante, si lambisce  dapprima lo specchio d’acqua, quindi si raggiunge il pendio detritico della Creta di Bordaglia;  attraversando questo ghiaione non difficile: è necessario porre attenzione lungo questa parte, poiché  decisamente esposta.
Una stupenda veduta sul sottostante Lago di Bordaglia (che raggiungeremo lungo il ritorno) lascia senza fiato.
Lungo il versante opposto si nota il sentiero 142a che sale da Casera Bordaglia di Sopra, il quale confluisce con la traccia 142 (che si sta percorrendo) pochi metri più avanti.
Raggiunta questa convergenza non resta che proseguire, seguendo l’indicazione per il Passo Giramondo: in circa 10 minuti, dopo aver attraversato una conca erbosa, si perviene a destinazione, alla quota di 2005 m. Lo spettacolo circostante è davvero sublime: a parlare ci pensano le immensità circostanti, che paiono una perfetta fusione di forme e colori in cui i vari elementi armonizzano completamente ed irradiano una profondità ed una bellezza allo stato puro; di fronte si nota il sentiero che entra in territorio austriaco, il quale dirige verso Ob. Wolayer A. ed il lago di Volaia.
Dal passo si percorre a ritroso la parte di sentiero appena calpestata, sino alla confluenza precedente: da questo punto si inizia a scendere lungo la traccia sulla sinistra, dapprima parallelamente al pendio detritico della Creta di Bordaglia, quindi lungo il versante di Quota Pascoli;  la vista sul Lago di Bordaglia costituisce una vera e propria tentazione dal richiamo irresistibile.
In breve si arriva nei pressi di Casera Bordaglia di Sopra, da cui raggiungere lo specchio d’acqua è questione di pochi minuti in leggera discesa lungo un’evidente traccia che ha origine dal sentiero principale, immediatamente prima del complesso malghivo oramai abbandonato. Questo bacino di origine glaciale sembra un’oasi da fiaba, grazie alle peculiarità che lo contraddistinguono:
tutt’attorno è letteralmente incorniciato da larici ed abeti rossi di varie forme e dimensioni (alcuni tradiscono una età considerevole ed un “vissuto” altrettanto degno di nota), senza contare il contesto marcatamente alpino che gli fa da contorno. Una sosta in questo punto è fonte di suggestioni e di nutrimento per l’animo.
Riguadagnata la casera si prosegue attraverso la corte centrale, in direzione di una ampia vasca in cemento marcata dal segnavia CAI; il sentiero 142 diviene abbastanza ripido, anche se non difficoltoso: in breve si introduce tra i margini del rigoglioso bosco di conifere, che si aprirà in modo evidente e momentaneo poco al di sopra della piccola chiesetta dedicata a Don Bosco e alla vicinissima Casera Bordaglia di Sotto, che si trovano entrambe nella stessa conca pascoliva, dominata dalle imponenti pareti a strapiombo di Cima Ombladet e del M.te Vas.
Il sentiero stretto termina con il raggiungimento dei pascoli che precedono la cappella. Poco al di sotto della casera si continua a scendere lungo la pista forestale ampia, per accorciare il cammino c’è la variante costituita dal sentiero che incrocia la pista principale, che comunque confluisce ugualmente poco più a valle con la traccia CAI 141. All’altezza di questo incrocio si prosegue a
destra, sempre in discesa, costeggiando il Rio Bordaglia fino al bivio successivo, localizzato nel punto in cui questo corso d’acqua sfocia nel Degano; si svolta a sinistra per lo stretto sentiero 141 che punta verso il greto del Degano per osservare la suggestiva forra ben protetta da staccionate.
Arrivati sul torrente Degano , lo si attraversa su di un ponticello in legno e dopo una breve salitella, si svolta a destra dove in breve si raggiungono le auto.