Escursionismo

6 settembre 2015: monte Palombino (2600 mt)

Partenza: Palmanova sede ore 6.00 – Paparotti ore 6.20
Dislivello: Gruppo A: 980 metri; Gruppo B: 1020
Tempi di marcia: ore 7.00
Equipaggiamento: normale da escursionismo + set da ferrata (Gruppo A)
Cartografia: Tabacco foglio 017

 
Accesso
In autostrada fino a Tolmezzo e poi in direzione di Sappada. Superato Santo Stefano di Cadore si prosegue verso il Passo di Monte Croce Comelico. Dopo la frazione di Campitello ci si addentra in Val Digón superando il ponte sull’omonimo torrente e proseguendo per altri km 1,5 fino al tornante della Sega Digón. Qui si imbocca sulla destra la rotabile secondaria che, superato un nucleo di abitazioni, sale parallelamente all’impluvio. Al bivio presso la Cappella ai Caduti di Cima Vallona si continua a sinistra fino alla diramazione presso il ponte del Pian della Mola, dove si prende a destra la stradina che porta a Casera Melin.

 

Itinerario
La strada di accesso termina proprio davanti alla Casera Melin (m 1673), dove parcheggeremo. Il sentiero marcato n° 144, che passa proprio davanti l’edificio, conduce in breve ad un bivio dove, continuando diritti si sale al Passo del Palombino seguendo il segnavia n° 165 (è il percorso che farà il gruppo B), mentre svoltando a sinistra, si sale verso il bivacco Armando Piva e Cima Vallona. Il gruppo A segue quest’ultima indicazione proseguendo sulla buona mulattiera, segnavia n° 144 che, con ampi tornanti, si dirige a nord, verso il Ciadin di Cima Vallona. Ignorata sulla sinistra la traccia numerata 161 che conduce alla Casera Pian Formaggio, si segue di fatto il tracciato dell’enorme elettrodotto diretto in Austria, che deturpa non poco il paesaggio circostante. Salendo in alto la mulattiera diventa sentiero, supera una zona di ghiaie e un facile tratto roccioso, attraversa il piccolo torrente e sbuca nella bella conca erbosa posta a sud di Cima Vallona e ad ovest del Palombino. Da qui, tenendo la sinistra, volendo si può fare una breve digressione per raggiungere il Bivacco Armando Piva (m 2216). In seguito attraverseremo la conca continuando sul sentiero n°144, che sale in direzione nord tutto il Cadin di Vallona fino alle ghiaie. Si devia quindi a destra, traversando in quota il costone e giungendo in breve alla Forcella Vallona (m 2363); poco prima della quale, alcune croci e una piccola cappella in cemento, ricordano i militari qui caduti a causa di un attentato nel 1967. Dal Passo di Cima Vallona (Porzescharte), nei pressi di una postazione in galleria, parte il sentiero attrezzato del Palombino, che percorreremo dopo aver indossato l’attrezzatura adeguata, (imbrago set da ferrata e casco). Dopo una breve e facile, anche se esposta, salita che si svolge sul versante austriaco, si raggiunge la cresta che attraverso una aerea cengia sul versante italiano, in breve ci porta alla croce di vetta posta sopra una postazione in caverna a quota m 2600. Il panorama è stupendo sulle montagne e sulle vallate Italiane ed Austriache, verso la catena dei Monti Tauri, il Peralba, la Val Visdende, i Longerini, i Brentoni e il Popera. Qui avverrà il ricongiungimento con il gruppo B che è giunto in vetta salendo dal versante meridionale, che poi percorreremo tutti insieme in discesa. Dopo aver firmato il libro di vetta posto sulla vicina cima Austriaca, (di 2 m più bassa ma dotata di una croce molto più grande e scenografica), si inizia la discesa seguendo il sentierino poco sotto la cresta, che porta in breve al bivio dove arriva l’altro percorso attrezzato del Palombino, che risale il versante orientale del monte provenendo dalla forcella Dignas. Lo si ignora tenendo la destra per proseguire sul sentiero n° 142 che con alcuni tratti ripidi, scende il versante meridionale del Palombino fino a raggiungere una sella molto evidente posta a quota m 2302; da questa mantenendosi in cresta si risale in breve fino al cocuzzolo erboso di quota m 2357. Si scendono quindi i cosiddetti “muri del Palombino” e le creste verdeggianti fino al passo omonimo posto a quota m 2035. Questo percorso è molto interessane in quanto vi si trovano numerose postazioni e trincee italiane dalle quali gli alpini partirono per la conquista della cima in mano agli Austriaci. Lasciata la mulattiera che procede in quota sulla sinistra e gli altri sentieri per Vissada e Londo, si prende il sentiero n° 165 che va a nord-ovest, scendendo prima nel bosco sempre più rado e poi per i prati, fino alla grande radura ove sorge la Casera Melin, completando così questo magnifico anello.

 

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