Escursionismo

20 settembre 2015: monte Sciober (1853 mt)

Partenza: Palmanova sede ore 6.30 – Paparotti ore 7.00
Dislivello: 1100 metri circa
Tempi di marcia: ore 6.45
Equipaggiamento: normale da escursionismo
Cartografia: Tabacco foglio 019

 
Accesso
Usciti da Tarvisio in direzione di Fusine, prendere la deviazione a destra per la frazione di Rutte. Raggiunto il piccolo abitato proseguire verso Ortigara fino all’incrocio con la carrareccia che scende dalla Valromana, poco prima di attraversare il Rio Bianco (m 854, ampio spiazzo per il parcheggio).

Itinerario
L’escursione ha inizio lungo la pista forestale che si addentra sulla sinistra orografica della Valromana (segnavia CAI n. 511). Dopo avere costeggiato lungamente l’alveo del torrente, si incontra e si lascia sulla destra la prima deviazione per la capanna Cinque Punte. Subito dopo la strada sfocia nell’ampia fiumana ghiaiosa della Valromana dove si attraversa l’alveo e si prosegue lungo il margine dell’opposto versante. Giunti alla confluenza con il Rio Torer si abbandona il greto per iniziare a risalire nel bosco. Al successivo bivio (cartello) si lascia a sinistra il segnavia CAI n. 519 per proseguire sulla destra il segnavia n. 511 (indicazioni per la Portella). Si risale quindi per una larga mulattiera che si inerpica in un vallone rimanendo sulla destra orografica del Rio Bianco. Attraversato il greto, la traccia continua a salire coincidendo per un tratto con lo stesso solco torrentizio. Più in alto la mulattiera, trasformatasi ormai in sentiero, entra nel bosco e risale all’interno di una faggeta con regolari tornanti. Superata un’ultima costola boscata, il sentiero traversa a destra un dirupato canalone che si estende alla base del versante settentrionale della Punta dei Camosci. Seguendo le segnalazioni CAI ci si innalza ripidamente per ghiaie e massi instabili fino ad uscire sul bosco di destra. La salita riprende a tornanti sempre più a ridosso delle pareti rocciose di sinistra. Ci si porta alla base di una specie di sperone roccioso che viene superato tramite un ripido canalino incassato. Successivamente la traccia raggiunge la conca superiore e con alcune serpentine a pendenza più comoda guadagna l’insellatura di Sella Ursic (m 1736). Tralasciando i sentieri che scendono nel versante sloveno, imboccare la traccia più alta che traversa in quota il versante settentrionale dell’Ursic di Raibl. Questa ci porta, con piccoli saliscendi all’insellatura della Portella (m 1798). Dal piccolo intaglio si tralascia il sentiero che scende verso Cave del Predil e si inizia a percorre il tratto forse più bello dell’intera escursione, lungo la panoramica dorsale che si protende verso nord (segnavia CAI n. 520). Con percorso piacevole, a lievi saliscendi, si segue il crinale fino al punto di maggiore elevazione. Il culmine è costituito da un piccolo dente roccioso che si raggiunge con una brevissima deviazione e che costituisce la cima del Monte Sciober Grande (m 1853).

Discesa
Dalla piccola vetta si prosegue ancora per poco lungo la dorsale per compiere poi una decisa svolta verso sinistra dando inizio alla discesa. Dapprima comodo, il sentiero si fa in seguito più ripido e rientra ben presto nel bosco calando con alcune svolte alla ampia Sella della Malga (m 1616). Il fitto bosco che la ricopre lascia intravedere ben poco, tuttavia scartando pochi metri sulla sinistra ci si trova inaspettatamente sull’orlo del profondo canalone che scende verso Cave. Ha inizio ora una piacevole traversata sul versante orientale delle Cinque Punte. Il sentiero, prevalentemente orizzontale, risale qualche metro ad aggirare un alto dirupo, poi piega all’interno per calare alla bellissima conca che ospita la Capanna Cinque Punte (m 1520). Per la discesa imboccare il segnavia CAI n. 518 che ha origine esattamente dietro la capanna. Si prende quindi a calare con svolte regolari e comode per attraversare successivamente una prima volta il greto del Rio Sciober. Per un tratto la traccia continua a scendere parallela al rio poi, laddove il torrente precipita, se ne allontana scendendo in un bosco a svolte ripidissime. Ci si cala con attenzione fino ad incontrare il secondo attraversamento che ci riporta definitivamente sulla sinistra orografica. Il sentiero prende a traversare verso sinistra, passa su una cengia erbosa molto aerea poi riprende a scendere con alcune svolte fino a pervenire ad un grande conoide detritico. Qualche ometto e i segnavia ci consentono di tagliare agevolmente le ghiaie e raggiungere una fascia di mughi dove la mulattiera ricompare per depositarci tranquillamente sul fondo della Valromana. Ora non resta che seguire a ritroso la pista percorsa all’andata.

 

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