Escursionismo

22-23 agosto 2015: cima Vezzana per la via ferrata Bolver Lugli (3192 mt)

Partenza: Palmanova sede ore 8.00
Dislivello: 1° giorno: 1100 metri; 2° giorno: 1200 metri circa
Tempi di marcia: 1° giorno: h. 0.10 (telecabina + funivia); 2° giorno: Gruppo A: ore 8.00; Gruppo B: ore 7.00
Equipaggiamento: normale da escursionismo e per pernottamento + set da ferrata (Gruppo A)
Cartografia: Tabacco foglio 022
Accesso
Palmanova, Codroipo, Pordenone, Conegliano, Feltre, Fiera di Primiero, San Martino di Castrozza.

Itinerario
Sabato 22 Agosto
Da San Martino di Castrozza (m 1466) prendere gli impianti della telecabina Col Verde e successivamente quelli della funivia per Col Rosetta. Per sentiero in breve si raggiunge il Rifugio Rosetta (m. 2581).

Domenica 23 Agosto
Gruppo A: Via Ferrata Bolver Lugli
Poco sopra la stazione a monte degli impianti della funivia Col Verde (m 1965) vi è la partenza (segnalata) del sentiero n.706 che attraverso mughi, pascoli e ghiaioni arriva a quota m 2270 dove si trova la targa con l’attacco della ferrata alla base della parete sud-est del Cimon della Pala. Effettivamente l’inizio vero e proprio della ferrata si trova circa 300 metri più su poichè in questo primo tratto si incontrano solamente tracce di sentiero, gradoni di roccia, roccette in scalata libera di I-II°, solamente un momentaneo spezzone di cavo di circa 3-4 metri inganna dando l’illusione dell’inizio della via. Dopo circa un’ora di progressione lungo l’avancorpo, a quota m 2550, si giunge alla base della parete rocciosa e quindi l’inizio delle attrezzature. Alcune roccette attrezzate portano ad un facile camino superato il quale, a destra, si giunge ad un facile salto verticale ed esposto (m 2640). Inizialmente una breve traccia di sentiero, segnalata con bolli rossi, poi alcuni gradoni conducono in direzione della parete dove lo sviluppo della via ferrata risulta più verticale divenendo molto gradevole dal punto di vista della progressione in arrampicata sfruttando notevolmente le caratteristiche della roccia ricca d’appigli naturali. Al termine di questo primo tratto verticale si giunge ad un piccolo pulpito alla sinistra del quale si prosegue in breve traversata gradinata giungendo rapidamente alla base di una seconda progressione verticale gradinata nei primi metri, meno nel proseguo pur mantenendosi sempre a livelli di difficoltà contenuti. Si riparte superando da prima nuovamente gradoni, poi una placchetta triangolare (grosso masso m 2750) dove con l’ausilio di una staffa metallica si passa in parete raggiungendo così dopo alcuni metri di divertente arrampicata un secondo passaggio “aereo” che segna probabilmente l’inizio del tratto più impegnativo della via pur non raggiungendo mai particolari livelli di difficoltà. Si inizia con alcuni passaggi in verticale e si raggiunge la base di una placca caratterizzata nella prima metà da una serie di staffe metalliche per divenire poi più tecnica nella seconda; una fessura porta in direzione di uno stretto canalino dal quale si esce a destra su spigolo esposto. Deviazione a sinistra e si affronta in spaccata una rampa verticale all’uscita della quale, sempre a sinistra, una nuova breve placchetta non crea particolari problemi e ci si prepara a superare gli ultimi due salti verticali della via, esposti ma ben appigliati. Quest’ultimi salti verticali portano ad una rampa in diagonale di 5-6 metri che permette di raggiungere una forcelletta dalla quale si vede il bivacco Fiamme Gialle. Tracce di sentiero ancora attrezzate attraversano una suggestiva cresta e segnano la fine della via ferrata. Non resta che raggiungere in pochi minuti il bivacco tramite semplice sentiero ben marcato. Da qui risalire fino a Cima Vezzana (m 3192) passando inizialmente sopra il passo del Travignolo (m 2925) per proseguire poi su ripido pendìo fino alla sella sulla cresta, da qui a sinistra su roccette e tratti di nevaio fino alla cima (1.00 h dal bivacco).

Gruppo B: Via normale
Accesso:
Dal Col Verde seguire il sentiero n. 701 fino ad una traccia sulla sinistra che risale per ghiaie ad un breve salto roccioso attrezzato con cavo metallico (facile, utile cordino e moschettone per la discesa). Seguire quindi la traccia su terreno ripido e franoso, segnavia a bolli rossi fino ad una traversata verso destra e per cengione a tetto attrezzato con cavo metallico, un po’ esposto e spesso bagnato, poi per canalone fra le rocce da risalire per traccia segnata sul lato destro. Per tracce e placconate si perviene al sentiero n. 716 che verso sinistra porta al Passo Bettega. Scendere dal passo verso sinistra per sentiero su ghiaie, aggirare un promontorio e discesa per circa 80 metri per rocce di I° grado al fondo della Val dei Cantoni. Risalire il vallone per traccia con ometti e nevai fino ad una muraglia di rocce da risalire sulla sinistra (I°) fin sopra al salto roccioso e quindi a destra al centro del vallone. Risalire il nevaio della Val dei Cantoni ripidamente fino al Passo del Travignolo. Dal passo salire a destra per pendio di ripide ghiaie fino alla spalla col Nuvolo e da qui a sinistra per la cresta prima larga e ghiaiosa, poi più stretta e con roccette seguendo gli ometti. Attraversare un pianoro con nevaio oltre il quale segue un pendio con roccette che porta all’antecima. Scendere un po’ a destra e traversare per cresta che porta alla cima.

Discesa (per entrambi i gruppi):
Si percorre lo stesso itinerario della salita del gruppo B.

 

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