Escursionismo

5 luglio 2015: monte Jof di Montasio (2753 mt.)

Partenza: Palmanova sede ore 6.30 – Paparotti ore 7.00
Dislivello: 1200 metri circa
Tempi di marcia: ore 7.00
Equipaggiamento: normale da escursionismo + set da ferrata
Cartografia: Tabacco foglio 019

Accesso
Dal polo turistico di Sella Nevea, raggiungibile da Chiusaforte attraverso la Val Raccolana, risalire la stretta e ripida strada asfaltata che porta agli alpeggi del Montasio proseguendo fino al divieto di transito (m 1502, ampio parcheggio).

Itinerario
Dal parcheggio, seguendo le indicazioni, ci si incammina verso destra (NE) su una stradina dapprima asfaltata, successivamente sterrata, che si inoltra in lieve salita tra i verdi pascoli e con qualche tornante conduce sul dosso dov´è posto il Rifugio Giacomo di Brazzà (m 1660). Alla curva prima del rifugio si prende a sinistra (N) una traccia tra i prati che, con percorso quasi rettilineo, punta verso la Forca dei Disteis, depressione erbosa visibile in lontananza proprio sotto la Parete Sud del Montasio. Il tragitto, veramente molto piacevole, si rivela faticoso solamente nell´ultimo tratto quando, in prossimità della sella, la pendenza aumenta considerevolmente. Per un ultimo tratto a tornanti si giunge alla Forca dei Disteis (m 2201). Sull´altro lato della forcella (chiamato inferno) la parete W del Montasio sprofonda nell´abisso della Clapadorie (prestare attenzione al vuoto impressionante). Dalla Forca dei Disteis si prende in direzione E un´evidente traccia che taglia il modesto ghiaione ai piedi della Parete Sud del Montasio (attenzione nell’attraversamento di eventuali lingue di neve dura), tralascia a sinistra la deviazione per il Bivacco Suringar e la Via Findenegg e si esaurisce alla base di un avancorpo roccioso che presenta un bel cengione erboso sulla sua sommità. Con l´aiuto di alcune corde fisse si attaccano le rocce e, seguendo i bolli rossi ed un´esile traccia si supera questo primo zoccolo. Passato un tratto dove prevalentemente si cammina obliquando a destra, si raggiunge un tratto di roccette e canalini (estrema attenzione se colmi di neve dura!) dove ci si deve aiutare con le mani e, al termine del quale, si mette piede sul grande anfiteatro detritico posto a metà parete. Lo si traversa verso sinistra. Con qualche svolta e restando vicini alle pareti di sinistra, si raggiunge il grande camino forato posto al vertice superiore della conca, presso il quale vi è l´attacco della famosa Scala Pipan. In alternativa alla scala poco prima sulla destra prendere la labile traccia della vecchia via normale. Il cavo metallico e alcune staffe ci conducono così all´inizio della lunga ed ondeggiante scala oltre la quale un altro tratto attrezzato con cavo conduce sulla Cresta ESE. Facendo attenzione all´esposizione ed al terreno sporco di detriti si supera un tratto ripido oltre il quale la cresta si adagia e permette di vedere la croce di vetta. Ora, in lieve salita, si percorre la cresta un po´ di qua e un po´ di là per aggirare i punti più insidiosi e con tragitto facile ma in alcuni punti molto esposto, si raggiunge l´ampia e panoramicissima cima (m 2753) dalla quale si gode di una vista unica sulle Dolomiti Orientali, le Alpi Carniche, i Tauri, tutte le Giulie ed il Mar Adriatico.

Discesa
Si percorre lo stesso itinerario della salita.

 

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