Escursionismo

21 giugno 2015: monte Crostis dalla val Alba (1894 mt)

Partenza: Palmanova sede ore 7.00 – Paparotti ore 7.30
Dislivello: 1100 metri circa
Tempi di marcia: ore 7.00
Equipaggiamento: normale da escursionismo
Cartografia: Tabacco foglio 018

Accesso
Da Moggio Udinese risalire la rotabile della Val Aupa imboccando quasi subito a destra il bivio per Pradis. Dalla frazione si prosegue per Drentus e Virgulins facendo attenzione, dopo alcuni tornanti, alla deviazione a destra per il Rifugio Vualt. Dopo aver doppiato il costone del Masereit si sale ancora raggiungendo il divieto di transito (m 1040, comodo parcheggio sulla destra).

Itinerario
Dal piccolo spiazzo si imbocca il segnavia CAI n. 450 che prende a traversare alto sul vallone del Rio Alba. Quasi in falsopiano si passa al di sopra di un esteso franamento proseguendo poi in una faggeta. Dopo poco un cartello ci segnala a destra il bivio per Forcella Vidus: qui si lascia il sentiero principale per scendere a destra sul greto del Rio Alba. Mirando al cartello sull’altra sponda si attraversano le ghiaie per poi imboccare la prosecuzione del sentiero. Ci si alza di poco iniziando un traverso nel bosco che ci porta a doppiare uno sperone affacciato sopra un alto dirupo. Da qui il sentiero perde leggermente quota, orientandosi progressivamente verso est, per andare ad insinuarsi a mezza costa nel vallone del Rio Fonderiis. All’intersezione con alcuni piccoli impluvi la traccia risulta un poco rovinata ma non vi sono problemi particolari nell’accostarsi al greto principale intorno a quota 1100. L’incontro con il rio avviene in un punto pianeggiante dove il guado non dovrebbe risultare difficile. Sull’altro lato ha inizio la salita vera e propria che si svolge inizialmente all’interno di una faggeta dove il sentiero sale a regolari svolte. Più in alto, dove il pendio si fa progressivamente più erto, il sentiero procede a serpentine ravvicinate raggiungendo una zona più aperta. Si sfiora l’orlo di un dirupo sulla destra poi la salita procede ancora lungamente nel bosco. Intorno a quota 1400 la pendenza si attenua ed il sentiero prende a traversare un ripido versante boscato raggiungendo una piccola insellatura affacciata sul vallone del Rio Formia (m 1416). Da questo intaglio il sentiero perde quota con qualche svolta per andare ad assecondare una fascia rocciosa. Esaurita la discesa il percorso prosegue su una comoda cengia che ci porta ad intersecare uno stretto impluvio. Si riprende a salire a regolari tornantini affiancando le rocce di due pinnacoli. Ancora qualche metro di salita e ci si affaccia sulla conca di Casera Crostis che appare poco dopo sulla destra (m 1470). Si divalla su una ampia mulattiera fino ad intersecare il greto di un piccolo torrente. Pochi metri dopo si è ad un bivio (cartello) dove si lascia a sinistra il sentiero per forcella Fonderiis che utilizzeremo al ritorno e si prosegue diritti verso forcella Vidus. Il tratto successivo, in falsopiano, ci porta ad intersecare alcuni impluvi rovinati poi la traccia si impenna destreggiandosi tra roccette, mughi e qualche schianto. Una diagonale a destra concede un attimo di riposo ed infine, con una ultima risalita, si raggiunge la linea di cresta nei pressi di Forcella Vidus (m 1657). Qui ci si innesta a sinistra sull’Alta Via del CAI di Moggio. Mantenendosi a poca distanza dal filo di cresta si arriva ad una insellatura per poi risalire nuovamente un pendio di mughi. Sfiorando i dirupi orientali si aggirano un paio di pinnacoli (breve tratto esposto) poi la traccia si riporta a sinistra, verso la base di un ripido pendio che va risalito. Muovendosi sul filo di una sottile lama rocciosa si supera un tratto esposto, calando poi ad un intaglio dove hanno termine le difficoltà. Su sentiero ben marcato ci si porta sul pendio sommitale del Monte Crostis e quindi sulla piccola vetta (m 1894, ometto).

Discesa
Ripreso il sentiero si scende in direzione nord, dapprima in modo deciso sul lato sinistro e poi a destra lungo una cengetta di mughi. Giunti alla insellatura tra il Monte Crostis e la quota 1864 si individua a sinistra l’inizio di un sentiero che scende nel vallone sottostante. Dopo un tratto poco evidente riappare l’originario tracciato che, opportunatamente liberato dalla vegetazione, ci conduce in breve a sfiorare l’orlo di un canale. Qui il sentiero piega a sinistra proseguendo a scendere a comode svolte lungo quella che era un’ampia mulattiera di guerra. Dove ricompare la vegetazione arborea il sentiero si fa meno marcato ma il bivio incontrato in precedenza è ormai vicino. Da questo si utilizzerà poi il medesimo itinerario dell’andata.

 

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